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Storia

Nel 1894 Giacomo Tuzzi rileva a Dolegna del Collio, in località Trussio, un molino a tre palmenti e vi inizia l’attività di macinazione conto terzi; in seguito, nel 1905 acquista anche l’antichissimo stabile risalente al XIII secolo.
Dello stabile originario rimangono ad oggi l’intera struttura, la pila per l’orzo, il batti baccalà, la macina in pietra e tutti gli organi di trasmissione.

Il 24 maggio 1915 allo scoppio della Grande Guerra la zona, essendo a ridosso del confine con l’Italia, viene immediatamente invasa dalle truppe italiane, le quali stabiliscono in tutta la valle il loro quartiere generale, occupando anche i terreni di proprietà di Giacomo Tuzzi, costruendovi una ferrovia con relativa stazione per lo smistamento dei soldati ed adibendo l’abitazione familiare a mensa per gli ufficiali.

Nonostante ciò Giacomo continua ininterrottamente il suo lavoro fino al 1920, anno in cui subentra il figlio Ernesto Tuzzi il quale, nel 1925 sostituisce una macina in pietra con un laminatoio per la macinazione del mais, tuttora in funzione.

Ernesto conduce attivamente la sua attività anche durante la Seconda Guerra Mondiale diventando punto di riferimento per la macinazione e l’approvvigionamento di farine per tutta la popolazione del Collio.

Nei primi anni ’60 il figlio di Ernesto, Luigi amplia l’attività costruendo il nuovo ed attuale stabile, acquistando un nuovo impianto per la molitura del frumento e ammodernando quello per la molitura del mais.

Nel 1979 Adriano subentra al padre Luigi nell’attività e porta il molino a divenire negli anni a seguire punto di riferimento della gastronomia regionale grazie anche alle innumerevoli pubblicazioni di carattere storico e gastronomico nelle quali compare il molino Tuzzi. Nella seconda metà degli anni ’90 risulta essere uno dei primi produttori in regione di farina di mais proveniente da coltivazione biodinamica.

Negli anni 2000 si fa intensa l’attività didattica con visite di numerose scolaresche provenienti da tutta la regione grazie anche all’apertura nel 2007 del museo privato fortemente voluto da Adriano.

Ad oggi il molino, gestito da Adriano affiancato dal figlio Enrico, risulta essere l’unico molino artigianale in attività nell’area delle provincie di Gorizia, Trieste e di tutto il territorio sloveno a ridosso del confine.
La presenza sul territorio del molino è di fondamentale importanza per garantire il supporto alle centinaia di piccoli coltivatori sia italiani che sloveni, custodi delle antiche varietà autoctone e del patrimonio agricolo del Collio e di tutto l’areale circostante.